La Val d'Orcia è un'ampia valle della Toscana, tra le province di Siena e Grosseto, a nord-est del monte Amiata. Deve il suo nome al fiume Orcia che scorre nella vallata ed è caratterizzata da bei paesaggi, da numerosi centri di origine medievale, due dei quali molto conosciuti come Montalcino e Pienza.

Oggi l’area è un parco protetto, come Patrimonio dell'Umanità Unesco dal 2004. La natura è la protagonista assoluta della Val d' Orcia: incontaminata e bellissima, con colori sempre diversi a seconda delle stagioni. Paesaggi a cui si sono ispirati molti pittori rinascimentali della scuola senese.

Molti i luoghi da non perdere. Primo da tutti Pienza che deve il suo attuale aspetto a uno dei suoi cittadini illustri: Enea Silvio Piccolomini che 53 anni dopo divenne Papa Pio II. Fu il Pontefice, dopo un viaggio in cui constatò il degrado del suo borgo di origine, ordinò la costruzione di una nuova “città ideale” sopra l'antico borgo, affidandone il progetto all'architetto Bernardo Rossellino. La costruzione durò circa quattro anni e portò alla luce una cittadina armoniosa e con forme tipicamente quattrocentesche. La morte prematura di papa Pio II chiuse anche la storia della nuova città, che da allora ha subito poche modifiche.

Molto noto anche Montalcino, una località rinomata per la produzione del vino Brunello. Il paese si trova a sud di Siena e si presenta come un tipico borgo medioevale. Grazie alla sua collocazione si può godere di un meraviglioso paesaggio, motivo per cui nel Medioevo venne costruita una fortezza da cui si riusciva a controllare il circondario. Il borgo ha un’aria fiabesca ed è rimasto pressoché intatto dal XVI secolo.

Tra gli altri luoghi della zona degni di nota ci sono Castiglion d'Orcia con la sua fortezza, Abbadia S. Salvatore e la sua antica abbazia Benedettina e Montepulcia, a est di Pienza.

Caratteristici della zona sono gli alberi cipresso, ma anche molti cibi e vini: i salumi di Cinta senese, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino, il Nobile di Montepulciano, il Rosso Orcia, e altri favolosi vini con la denominazione DOCG.

Come la descriveva Fabio Bargagli Petrucci:

“Questa valle… dove verdeggia di annose e foltissime boscaglie cosparse di selci, di asce di pietra e di bronzo, fa testimonianza del primo passo della vita umana; dove serva spezzati gli archi di un ponte, ricorda la forza di Roma; nei castelli serba la potenza feudale, nelle pievi quella religiosa, nelle “grancie” quella ospitaliera , dappertutto quella della natura …”